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I componenti principali del miele sono zuccheri semplici come fruttosio e glucosio, acqua, altri zuccheri e sostanze diverse, tra cui acidi organici, sali minerali, enzimi, aromi e molte altre.

Lo zucchero tradizionale da cucina (il saccarosio) e in genere gli zuccheri raffinati, hanno purezze vicino al 100% quindi essenzialmente non contengono altri componenti.

Il miele non è raffinato, quindi presenta una certa % di altre componenti come: acidi organici, sali minerali, proteine e amminoacidi…

Nell’uso quotidiano è utile ricordare che il miele è prevalentemente in forma liquida e contiene acqua, mentre gli zuccheri raffinati sono solidi; questo significa che a parità di peso il miele avrà meno calorie e donerà ugualmente il tipico sapore dolce e aromatico (variabile a seconda delle fioriture scelte) grazie all’alto potere dolcificante del fruttosio.

Il miele contiene molti elementi utili alla dieta quotidiana, rimane tuttavia un prodotto con un contenuto calorico di 314 kcal per 100 gr; deve quindi essere utilizzato all’interno di una dieta varia ed equilibrata e senza eccedere nelle quantità.

La cristallizzazione è un processo del tutto naturale che può essere più o meno rapido a seconda della tipologia di miele.

Ogni tipologia di miele ha una differente concentrazione dei due principali zuccheri, fruttosio e glucosio. I mieli a maggior contenuto di fruttosio (acacia, castagno,..) cristallizzano più lentamente.

La temperatura di conservazione, se troppo fredda, può accelerare il processo di cristallizzazione.

Ogni miele cristallizza in tempi e modi differenti.

Alcuni mieli possono cristallizzare in grani fini mantenendo l’uso semplice e piacevole. Se la cristallizzazione è invece in grani più grossi che rendono difficile l’uso è possibile scaldare leggermente il miele per tornare a una consistenza più cremosa.

Per scaldare il miele si consiglia di mettere il contenitore ben chiuso in acqua calda, non bollente (massimo 60°C), per non compromettere le proprietà nutrizionali e organolettiche del miele. L’agitazione favorisce e velocizza il processo di scioglimento dei cristalli.

Il millefiori è un miele “poliflora”, questo significa che la produzione coinvolge più fioriture che possono variare in base a diversi fattori, in particolare la zona e il periodo di raccolta.

Ogni raccolto di Millefiori è unico e ognuno ha la sua velocità di cristallizzazione a seconda della predominanza o meno di fioriture ad alta concentrazione di fruttosio.

Il processo di lavorazione e confezionamento del miele deve rispettare requisiti rigidissimi. Nulla viene aggiunto e il processo deve essere tale da mantenere inalterate la naturalità e le preziose proprietà del miele.

Quello che cambia è solo la forma, liquida o solida, non la sostanza né la qualità: la consistenza del miele varia nel tempo a seguito del naturale processo di cristallizzazione.

Fatta eccezione per acacia, castagno e melata, ad alto contenuto di fruttosio, i mieli che rimangono in forma liquida nel tempo, hanno probabilmente subito trattamenti termici, perdendo parte delle proprie naturali caratteristiche nutrizionali.

Il miele non ha data di scadenza, ma è consigliabile comunque consumarlo entro due anni dalla data di produzione.

In ambiente fresco e asciutto si conserva infatti a lungo grazie alle sue caratteristiche chimico-fisiche che contrastano la proliferazione dei batteri. Il miele può, tuttavia, “invecchiare” velocemente se sottoposto a fonti di luce e calore intensa che possono causare alterazioni nell’aspetto e nell’aroma.

Le diverse tipologie di miele nascono dalle diverse fioriture su cui si posano le api. Per ottenere le diverse tipologie le arnie vengono posizionate nelle zone in cui una determinata pianta è più abbondante avendo cura di scegliere il momento di fioritura.

Il miele ottenuto viene quindi analizzato per determinare da che piante ha avuto origine e se può essere classificato come monoflora.

La ragione è da ricercarsi nella possibile presenza nel miele di un batterio, il botulino. Quando si raggiunge la piena funzionalità digestiva il botulino viene completamente eliminato, ma sotto l’anno di età l’organismo è ancora in sviluppo e questo batterio potrebbe essere causa di una malattia alimentare con esiti anche gravi, il botulismo.

Esistono diverse varietà di miele, con diverso contenuto di zuccheri in termini qualitativi. Ogni zucchero è caratterizzato da un proprio indice glicemico, da alto (il glucosio) a molto basso (il fruttosio), pertanto l’indice glicemico del miele è molto variabile. Poiché il fruttosio è lo zucchero a minor indice glicemico, un miele ricco di fruttosio (come ad esempio PianaMiele Miele di Acacia) sarebbe teoricamente il prodotto più idoneo a coloro che devono controllare la glicemia.

Resta però sempre fondamentale la variabile soggettiva, soprattutto nei soggetti affetti da patologie, i quali dovrebbero pertanto rivolgersi al proprio medico specialista per valutare tipologie di prodotti utilizzabili e, soprattutto, le quantità, che possono essere estremamente variabili in funzione del quadro clinico specifico.

Il miele è naturalmente privo di glutine, può quindi essere utilizzato in caso di intolleranze o celiachia.

Nel miele è naturalmente presente il polline, ma normalmente viene ben tollerato anche in caso di allergia. Si tratta infatti, nella maggior parte dei casi, di allergie al polline per inalazione che non si scatenano pertanto per assunzione orale.
Un’eventuale reazione all’assunzione di miele è assolutamente personale e può essere legata al tipo di miele (ad esempio in caso di allergia alle composite si sconsiglia l’assunzione di miele di girasole o di tarassaco). Si consiglia quindi ai soggetti a rischio di consultare il proprio medico curante e di assumere inizialmente una piccola quantità per verificare l’eventuale reazione del proprio corpo.

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